Salute


«Una infermiera deve avere il cuore di una madre, il sangue freddo d’un medico, la pazienza di un santo.
Cure intelligenti e affettuose guariscono quanto i rimedi»

- G. A. FARINA -

Giovanni Antonio Farina, metteva al primo posto l’amore e il rispetto per la persona nella sua globalità. All’ora, come oggi, la pastorale sanitaria esprime la tenerezza di DIO verso l’umanità sofferente, attraverso l’accompagnamento nei momenti di maggiore fragilità per accogliere anche in essi il passaggio di Dio:

“Voi però, guardando al bene del corpo, sapete provvedere con avveduta insinuazione anche a quello dell’anima”( Lez. 2 sulla carità)

Prendersi cura dei malati è annunciare la Buona Novella del Regno; è stare accanto a chi soffre, prendergli la mano, guardarlo negli occhi, far sentire la nostra vicinanza, saper ascoltare, farsi compagni di strada e deporre le vesti delle nostre sicurezze, del vanto di sentirsi fisicamente sani sapendo creare relazioni di accoglienza, di comprensione, di amore, di fiducia e di stima. Essere “il ci sono” di Cristo, accanto alla fragilità umana.

Operiamo in vari centri di servizi per anziani, ospedali, case di cura e con l’impegno di visite a domicilio nelle parrocchie.

Vivere la pastorale della salute significa aiutare ad accettare e dare senso alla sofferenza, alla vita e alla morte attraverso l’annuncio del Vangelo.

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“O la Carità, la carità non ha confini è senza limiti..”
S.Giovanni Antonio Farina

Le suore che nel mondo esercitiamo la diaconia della cura siamo coinvolte in vari progetti, ne elenchiamo alcuni:

  • umanizzare le strutture sanitarie e realizzare attività di evangelizzazione
  • svolgere opere di educazione sanitaria
  • accostare i sofferenti per un’assistenza religiosa adeguata ed efficace
  • offrire un’appropriata catechesi su temi della salute e della morte
  • salvaguardare la celebrazione dei sacramenti
  • celebrare cristianamente la morte e sostenere le famiglie in lutto
  • collaborare con i responsabili delle istituzioni sanitarie e dei Comitati etici
  • sensibilizzare e formare il personale ed il volontariato
  • collaborare con strutture sanitarie e comunità cristiane sul territorio
  • animare la “Giornata mondiale del malato”
  • coordinare le associazioni che operano nel settore socio-sanitario presenti sul territorio
  • aprirsi alla multimedialità nel mondo della salute
  • prestare attenzione alle condizioni di salute dei senza fissa dimora e degli immigrati
  • individuare ambiti particolari che si prestano a prospettive di progettazione pastorale da declinare al femminile
  • interessarsi dei programmi di assistenza alla donna e al bambino.

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