Capitolo Delegazione Paesi Europei

A fine capitolo, le parole che oggi danno senso e profondità a quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, non possono essere solo parole mie, ma riportare quanto lo Spirito Santo ci ha fatto dono negli otto giorni di Esercizi Spirituali che hanno preparato e posto il sigillo dello Spirito, nel cuore e nella mente di ciascuna di noi, per vivere attivamente l’esperienza sinodale di questo nostro primo Capitolo: forte e significativa esperienza di Pentecoste.

Facendo memoria, del testo che ha illuminato il nostro incontro intimo con il Signore della vita, della promessa, della speranza, della pace, dell’oggi che viviamo nelle più distinte realtà, del futuro che ci attende e al quale dobbiamo accostarci con responsabilità e fiducia nella Provvidenza del Padre celeste.

Permettetemi questo riferimento:

“Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio”. Giosuè 24, 1

Categorie paragonabili alle nostre sette comunità qui rappresentate, al Consiglio di Delegazione e alle superiore locali, dalle sorelle con i capelli argentati, alle sorelle responsabili di opere, dove si prendono decisioni sagge e giuste per il bene comune, alle sorelle che hanno il carisma di scrivere per conservare la memoria della nostra storia che è storia sacra, perché segnata dal passo di Dio sulla nostra vita.

Prosegue il testo sacro, riportando le diverse promesse del popolo:

“Noi serviremo il Signore… Noi serviremo il Signore, nostro Dio e ascolteremo la sua voce.” Giosuè 24,24

Allora, “Giosuè in quel giorno concluse un’alleanza per il popolo e gli diede uno statuto e una legge a Sichem. Poi Giosuè congedò il popolo, ciascuno alla sua eredità”. Giosuè 24,25

Ogni Capitolo ha il suo Giosuè, ma è davanti a Dio che ciascuna di noi si è presentata, tenendo conto che siamo tutte alla Sua presenza, e lo Spirito di Dio è l’autore principale di questo incontro sinodale.

Per il ministero affidatomi, tocca a me congedare questa assemblea, consegnando una parola che abbia significato di statuto, come ha fatto Giosuè.

Carissime sorelle, ci attende il ritorno alla nostra Sichem. Lo statuto che vi affido è l’impegno di testimoniare quanto abbiamo vissuto insieme in queste oltre tre settimane di esperienza spirituale, fraterna, di discernimento e di decisione. Manifestiamo con la vita che siamo state benedette, illuminate, accompagnate, messe a confronto, per trovare la via che motivi tutta la Delegazione alla rigenerazione del nostro stile di vita.

Voi siete state le artefici di questo Capitolo, le protagoniste di questo cammino sinodale. Da parte mia ringrazio tutte e ciascuna per la presenza attiva e responsabile: questo non lo si può misurare solo da quello che i nostri occhi oggi vedono, ma dalla capacità con cui ciascuna di noi saprà cogliere il bene della sorella della porta accanto, come dice Papa Francesco.

Grazie sorelle, lo dico a nome del Consiglio e dell’intera commissione con la quale ho condiviso la responsabilità di animare e preparare la celebrazione del nostro primo Capitolo. A nome dei nove membri della commissione chiedo perdono per quello che avrete trovato difficile e che vi ha richiesto un plus di fatica. Perdonateci.

Con questo messaggio che racchiude i sentimenti di fraterna gratitudine verso Dio e ogni capitolare, in particolare verso te sr Roberta Dalla Stella per la tua vicinanza ed opportuno incoraggiamento, diamo per conclusa questa singolare esperienza di comunione.

Sempre sorelle in cammino, figlie dei Sacri Cuori, rigenerate dalla grazia dello Spirito, portando con noi la gioiosa serenità di aver ascoltato lo Spirito che sempre ha illuminato i nostri pensieri e le decisioni prese a bene di tutte, per la gloria di Dio e tra Dio e l’umanità.

Suor Maria Teresa Merlo

Superiora Delegata f. SS.CC.