Aree

Echi dalla GMG

... io c'ero ...

   Ti racconto la mia GMG 2016 …

 

“Ma non ti vergogni di spacciarti per giovane?”

Così mi ha chiesto un'amica quando ha saputo che avrei partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia.

Vergognarmi?

Ci si vergogna forse di ricevere un dono?

Certamente no!

In realtà, più che la vergogna, il sentimento che mi ha accompagnato prima della partenza per questa bellissima avventura è stato un po' di timore, timore nel partire per un’esperienza che sapevo impegnativa. Infatti ho avuto la grazia di partecipare ad altre GMG e sapevo l’impegno richiesto ma questo è stato un evento davvero molto intenso, nel quale mi sono completamente immersa, gomito a gomito con i miei compagni di cammino.






Ma andiamo con ordine …






Siamo partiti Lunedì 25 Agosto all’una di notte. Il viaggio è stato lungo ma utile per cominciare a conoscerci: il nostro era il mitico pullman 8C, un gruppo un po' eterogeneo perché raggruppava noi “delle Dorotee”, gli amici dei Paolini, i giovani della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria e un bel gruppo della parrocchia di Sandrigo.

Siamo arrivati a Cracovia verso sera e alcuni volontari ci hanno accompagnati al nostro quartier generale, una scuola della città, molto grande nella quale erano ospitati 500 degli 800 Vicentini partiti per quest'esperienza. Noi siamo state alloggiate nella classe 26, che si trovava al terzo piano. In questa graziosa aula abbiamo sistemato i nostri sacchi a pelo che negli otto giorni successivi si sono dimostrati più scomodi di quanto ricordavamo …

Martedì 26 - esperienza particolare: la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. È stato un momento molto toccante e commovente, soprattutto è stato impressionante il silenzio che si respirava in questi luoghi: vi erano migliaia di giovani esuberanti ma consapevoli di trovarsi in uno spazio sacro, dove molti fratelli hanno sofferto e perso la vita.

Mercoledì 27 è stato il giorno del pellegrinaggio al santuario della Divina Misericordia di Santa Faustina Kowalska. Al mattino ci siamo radunati tutti attorno al nostro vescovo Beniamino, che ci ha raggiunto a Cracovia e ha voluto condividere il pellegrinaggio con noi. Arrivati al Santuario ci siamo ritrovati immersi in un bagno di folla, ma siamo riusciti comunque a vivere con fervore l’esperienza del passaggio della porta santa, in questo santuario che Papa Giovanni Paolo II ha definito “centro di culto della Divina Misericordia che s'irradia su tutta la Chiesa!”. Al pomeriggio si è svolta la festa degli Italiani: ci siamo sistemati nel grande prato antistante il santuario, un puzzle di colori, in particolare blu, rosso e giallo, quelli dei poncho del kit del pellegrino. In attesa della S. Messa, celebrata da monsignor Bagnasco, c’era la possibilità della confessione. Alla sera la festa è continuata con uno spettacolo organizzato nel grande parco all’ombra del Santuario di San Giovanni Paolo II, monumento maestoso, impreziosito dai bellissimi mosaici di padre Rupnik. La serata ha visto la presenza di acrobati e cantanti quali i Nomadi e Renzo Arbore: chi l'avrebbe mai detto che  i giovani potessero cantare a squarciagola Funiculì funiculà? Un crescendo di musica culminato con l’intervento in diretta video di Papa Francesco che ha incontrato la simpatia di tutti i presenti.

Giovedì 28 sono iniziate le catechesi: noi le abbiamo svolte nella “nostra” parrocchia che era quella dell'Esaltazione della Santa Croce. A condividere con noi le catechesi c'erano i giovani della Diocesi di Bari. Al pomeriggio, prima dell'accoglienza del Santo Padre, abbiamo visitato il centro della bellissima Cracovia e la piazza del mercato, che è la piazza più grande d'Europa. Entusiasmante è stato l'arrivo del Santo Padre a parco Blonia: la sua parola spontanea e sincera è arrivata dritta al cuore dei ragazzi, invitandoci ad avere coraggio, a non aver paura,a non fare i giovani pensionati e a non perdere mai la speranza. E poi alla sera, mai stanchi, eccoci al concerto dei The Sun! 

Una giornata simile è stata quella di venerdì: al mattino la catechesi come il giorno prima, ma stavolta la riflessione verteva su come possiamo essere uno strumento di Misericordia per portare l'annuncio a tutti. Al pomeriggio ancora visita alla città e nel tardo pomeriggio la partecipazione alla Via Crucis con il Santo Padre, anche questo un momento davvero intenso.

Ma il cuore della GMG è iniziato sabato mattina quando, zaino in spalla, siamo partiti a piedi sotto un sole cocente per recarci al Campus Misericordiae, spianata preparata per accogliere i giovani nella veglia conclusiva con il Papa: distava dal nostro alloggio circa 18 km; ma nessuno – ne sono sicura – ricorda la fatica … ciò che ricordiamo è la gioia di camminare insieme, il sorriso e il saluto degli amici incontrati lungo il cammino, la gentilezza di chi ci ha offerto un bicchiere di acqua fresca e i gavettoni d'acqua accolti con enorme gioia. Il Campus era un’immensa distesa di colori e di musica, condito da selfie, risate e dialoghi in tutte le lingue. L'arrivo del pontefice, mentre un meraviglioso tramonto si dipana sul parco, ci ha invitato alla riflessione. Molto belle anche le cinque testimonianze con altrettante risposte di Papa Francesco e poi il suo discorso nel quale ha parlato di divano-felicità, malattia della quale molti giovani di oggi sono affetti. Ha invitato a non essere giovani che stanno sempre sdraiati su un divano, ma a mettersi gli scarponcini e partire; a non vivacchiare, ma a vivere. "Chi non vive per servire non serve per vivere" è la frase del Papa che è rimasta impressa a molti giovani, e sarebbe stupendo riuscire ad adottarla come missione di vita.


Poi Papa Francesco ha benedetto i nostri sogni, e non c'è cosa più bella di questa … Infine l'adorazione, suggestiva con le candele accese che si è fatto fatica a spegnere: i giovani desideravano rimanere ancora in raccoglimento e respirare per qualche istante il clima di intima fraternità. In seguito sono partite le note del concerto: l'alternarsi di artisti è stato un sottofondo che accompagnato la chiusura della giornata. Molti giovani commentavano i momenti vissuti nella giornata, altri mangiavano qualche snack o raggiungevano i bagni per anticipare la coda. Si sono intonati ancora alcuni canti: i più commoventi sono stati l’Inno di Mameli e la Marsigliese che i numerosi amici francesi intonavano spesso. Poi le voci hanno iniziato ad attenuarsi, i sacchi a pelo a chiudersi.

Alle 5.00 la luce ha invaso l'immensa area verde e quel “mare colorato” ha iniziato lentamente a svegliarsi: lo speaker dal palco ha dato il buongiorno in molte lingue del mondo alle 7.00, e poi è iniziato un concerto, mentre il sole era già alto e non tirava un filo di vento. Quando il Pontefice ha iniziato a parlare ci siamo sintonizzati anche noi e ci siamo raccolti in preghiera. La messa è stata celebrata in latino ma fortunatamente il Papa ha annunciato tutti i discorsi in italiano ed è stato facile per noi seguire, anche se il gran caldo e la stanchezza accumulata non aiutavano. Durante la messa ci è stata consegnata una sciarpa bianca che ricordava la veste bianca del battesimo per rinnovare le promesse battesimali e il Papa ci ha invitato a scrivere la data del nostro battesimo e a non dimenticarla mai. Durante il cammino di ritorno un improvviso temporale ci ha colti impreparati e abbiamo finito il nostro cammino ben inzuppati!

Dopo un po’ di riposo, al mattino molto presto del Lunedì siamo sulla via di ritorno verso l’Italia. Ci siamo fermati a Mariazell, in Austria, per un momento di ringraziamento a Dio per la bella esperienza vissuta … poi il viaggio è continuato e, seppur con un po’ di ritardo, siamo arrivati a Vicenza. Qui gli abbracci sono stati infiniti, la parola più pronunciata è stata grazie: grazie di tutto, grazie per esserci stato.

Grazie a tutti davvero! E che il Signore benedica i nostri sogni, sempre. Ora,  come ha detto Papa Francesco inizia la nostra GMG: un trampolino verso la vita, senza "vivacchiare" e "vegetare", ma vivendo in pienezza!

 

 
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